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INNAMORARSI DEL PROPRIO MEDICO : ECCO PERCHE' |
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INNAMORARSI DEL PROPRIO MEDICO : ECCO PERCHE' |
Innamorarsi e' normale, ma del proprio medico non e' da tutti : ecco perche' scatta l'attrazione e si e' affascinati dal proprio medico. |
Sun, 26 Jul 2009 21:25:00 |
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 Innamorarsi del proprio medico |
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Perdere la testa per il proprio dottore? Più frequente di quello che si può pensare. Dal classico transfert per lo psicologo all'infatuazione per il chirurgo estetico, relazioni che possono risultare controproducenti per diverse ragioni. "Nessuno mi aveva mai dato così tante attenzioni, "Lui sì che mi conosce a fondo e sa placare le mie ansie..." queste potrebbero essere frasi con cui si descrive l'uomo ideale. Ma vanno bene anche per raccontare il rapporto con un buon medico. Il problema sorge quando le due figure si sovrappongono. Innamorarsi del proprio terapeuta ma anche del medico di famiglia, del chirurgo estetico o addirittura del fisioterapeuta, è una situazione piuttosto frequente. E i motivi sono facili da intuire: trovare qualcuno capace di offrire ascolto, attenzione, cura e premure diventa un regalo prezioso, ancora di più se si vive come oggi, immersi in una società individualista che si muove spesso troppo in fretta. E si fa presto a scambiare per affetto quello che magari è solo un dovere professionale. Ma è proprio questa parola magica, cura, che crea situazioni delicate e può far degenerare un sano rapporto di stima e fiducia in una "relazione pericolosa". Che fare se ci si accorge di essersi affezionate un pò troppo al proprio medico? "Occorre essere consapevoli che può essere solo un'infatuazione momentanea, ma questo è un messaggio difficile da recepire, perchè anche le infatuazioni possono dare forti sensazioni" sostiene la psicologa Paola Vinciguerra. Sarebbe discrezione del medico, che indubbiamente riveste un rulo di vantaggio in tali circostanze, tutelare e proteggere la paziente anche da sè stessa, così come dalla posibilità che confonda il proprio bisogno di guarigione con un bisogno d'amore. "Consapevole che nel paziente spesso scattano proiezioni e richieste affettive, un medico non dovrebbe favorirle mantenendo un atteggiamento professionale che comporti, pur nell'accoglienza, la distanza", conclude la psicologo. Ma non è detto che un medico sappia sempre essere super partes restando indifferente alle attenzioni di una paziente, magari disponibile e attraente. Si tratta di situazioni molto delicate, che non trovano riscontri chiari nei codici deontologici: a differenza degli psicologi, obbligati a sospendere la terapia se si accorgono di provare attrazione per un paziente, per i medici i doveri somportamentali , in materia di sentimento, si fanno più nebulosi. Il codice deontologico dei medici italiani esorta a mettere il paziente in primo piano e a mantenere sempre anche nella vita quotidiana e al di fuori dell'ambulatorio un atteggiamento decoroso ed etico, ma non ci sono divieti espliciti in tal senso.
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