Che Napoli, la bellissima Napoli, fosse una città caotica, indisciplinta anche se volete è risaputo , ma se lo è per la naturale indisciplina dei napoletani o per un assenza totale di controlli questo non è dato di sapere, ma solo intuibile.
Ma basta fermarsi qualche minuto per alcune delle principali strade cittadine , a qualche incrocio e osservare attentamente gli automobilisti alla guida : si scoprirà, come abbiamo scoperto, che il 90 % degli automobilisti non indossa le cinture di sicurezza e questo , spesso, sotto gli occhi di forze dell'ordine e vigili urbani.
E' vero che Napoli meriterebbe il premio Nobel per l'inventiva : fu proprio nella cittadina ai piedi del Vesuvio che fu inventata la maglietta con su disegnata la cintura e che forniva, dall'esterno, l'impressione che fosse indossata, ma sicuramente la cittadina non merita quello per la disciplina.
Ad esempio le strade che afferiscono a via Gianturco : fermi ad un incrocio abbiamo osservato gli automobilisti alla guida.
Su 300 auto contate ben 278 avevano il guidatore e il passeggero al suo fianco senza le cinture di sicurezza indossate, e che dire poi dei 61 guidatori che oltre a non indossare la cintura erano intenti a "chiacchiarare" amabilmente al cellulare affrontando anche le curve degli incroci con una sola mano sul volante.
In pratica 278 potenziali contravventori e quindi altrettante sanzioni amministrative che sarebbero confluite nella casse del comune , ma soprattutto maggior sicurezza dei cittadini.
E questo in appena 30 minuti di stazionamento ad un incrocio, giusto per far intendere la giusta portata del problema.
E invece? Invece niente di niente : spesso questo accade sotto gli occhi di vigili urbani e forze dell'ordine.
Insomma a Napoli la cintura di sicurezza è un optional che non va di moda e quindi non si indossa.
Ma non è finita qui.
A Napoli esiste un altro "fenomeno" a cui nessuno presta attenzione e pone in essere un controllo.
Nelle strisce blu, cioè quelle che contrassegnano il parcheggio a pagamento, soprattutto in alcune zone come quelle prospicenti il Centro Direzionale, è facilissimo notare auto parcheggiate con in mostra il contrassegno arancione che indica un "invalido civile", al punto che, in alcune zone ( anche della provincia come ad esempio Portici ) ci si chiede quanti siano realmente i possessori di questo fatidico contrassegno arancione e se ne abbiano davvero il diritto e quanti contrassegni contraffatti esistano.
Sembra impossibile infatti che su 50 auto parcheggiate ben 18 recavano il contrassegno di invalidità, mentre in provincia il dato sale notevolmente : su 50 macchine parcheggiate nelle strisce blu in alcune zone si arriva alla media anche del 50 % di auto contrassegnate come "di invalidi civili".
A questo punto viene da chiedersi se si tratta di falsi invalidi, di contrassegni contraffati , magari fotocopiati, e chi dovrebbe controllare e certificare l'autenticità e il diritto all'uso : altrimenti viene da pensare che Napoli sia una città di invalidi.
Ma la cosa che viene da pensare subito è che Napoli è sempre più una città abbandonata a se stessa dove più che la disciplina è latitante chi dovrebbe farla rispettare. E questo è grave.