La sterilità femminile nel 30 % dei casi è causata principalmente dalla incapacità della donna ad avere un ovulazione, quindi di rilasciare ovuli : quasi sempre è dovuto a disfunzioni ormonali, in altri casi a danneggiamenti delle ovaie, più raramente alle riserve di ovuli che vanno esaurite.
Nella donna che ha un ciclo regolare, la ghiandola pituitaria rilascia degli ormoni particolari in grado di assicurare la maturazione e la sopravivenza degli ovuli.
In alcuni casi questi ormoni non sono bilanciati : a metà del ciclo l'ipotalamo stimola l'ipofisi a rilasciare un ormone che stimola i follicoli, l'FSH, e l'ormone luteizzante, LH. La quantità di questi ormoni deve risultare perfettamente bilanciata e in quantità sufficiente.
Purtroppo in un buon 25 % dei casi questo non avviene, e quasi sempre gli ormoni sono in quantità insufficiente questo perchè, ad esempio, la ghiandola pituitaria potrebbe essere danneggita, produrre quantità insufficiente o intermittente di ormoni.
In alcuni casi l'ormone LH è sovradosato rispetto all'LSH e le ovaie possono diventare plicistiche e quindi impossibilitate a produrre e lasciar maturare gli ovuli.
Alcuni farmaci possono ovviare il problema : in genere il clomifene, la gonadotropina corionica umana possono risolvere il problema : il presidio farmaceutico terapeutico in moltissimi casi determina il superamento della sterilità di origine ormonale.
Quindi il 90 % dei casi la terapia farmacologica è sufficiente a ripristinare la giusta produzione di ormoni e quindi a favorire un ovulazione normale.
C'è però da osservare che spesso i risultati ottenuti non sono quelli sperati, e questo per ragioni ancora oggi inspiegabili, e nel senso che pur ripristinandosi una corretta ovulazione in un buon 35 % dei casi non si riesce ad arrivare alla maternità.
Ma lo squilibrio degli ormoni può non solo inibire l'ovulazione , ma compromettere la sua sopravvivenza.
Ad esempio pur trovandoci di fronte un ovulazione assolutamente normale e una fecondazione riuscita, una quantità insufficiente di Progesterone o prodotto per brevi e insufficienti periodi può provocare che l'atrofizzazione e la morte dell'ovulo.
Questa disfunzione è meglio conosciuta come fase luteale inadeguata : una terpaia farmacologica appropriata è quesi sempre sufficiente a risolvere i casi.
Abbiamo inoltre la iperprolattinemia , ovvero quando l'ormone responsabile della produzione del latte è prodotto in eccesso creando squilibrio nella produzione di LSH ed LH.
Spesso la causa è da identificarsi nel prolactinoma, un tumore benigno della ghiandola pituitaria.
Un altra casusa comune della sterilità femminile sono i fibromi, tumori benigni che si formano all'interno dell'utero.
Possono provocare deformazioni dell'utero, comprimere le tube di Falloppio, e in genere possono compromettere anche la sopravvivenza degli spermatosoi maschili all'interno dell'utero.
Sono proprio questi fibromi all'interno dell'utero che possono impedire o rendere difficoltoso l'impianto della blastocisti.
Va precisato che le statistiche dicono che fibromi si sviluppano soprattutto in donne di età superiore ai 35 anni e che in media nella donne al di sotto dei 45 anni almeno uan su 45 contrae fibromi.
In genere non c'è motivo di grosso allarme ma se i fibromi divenatno invasivi si deve ricorrere alla miomectomia, operazione di per non rischiosa anche s eva tenuto presente che può generare emorragie che devono essere fronteggiate con trasfusioni di sangue.