Iniziamo subito a dire che si parla di "aborto spontaneo" quando prima della 24esima settimana di gravidanza il feto muore o viene espulso dall'utero.
Dopo la 24esima settimana si parla di "exitus fetale" ovvero di "morte intrauterina del feto".
Le statistiche dicono che circa un terzo delle gravidanze, nelle prime settimane, ha un aborto spontaneo e che ben oltre il 30 per cento delle donne non se ne accorge in quanto spesso ignora perfino di essere incinta.
Il primo trimeste è l'arco di tempo entro il quale si collocano la maggioranza degli aborti spontanei che nel 95 % dei casi manifestano un primo sintomo in un emorragia : il rischio è maggiore in modo proporzionale all'età e anche alle gravidanze precedenti.
Quindi il primo, grande, segnale d'allarme è la perdita di sangue (emorragia) : in questo caso occorre consultare rapidamente il proprio medico.
Le ragioni di questi aborti spontanei e precosi risiede nel 70 per cento dei casi ad un mancato impianto dell'ovulo nelle pareti uterine oppure, in qualche caso, anche ad anomalie cromosomiche.
Alcuni aborti spontanei possono essere provocati da infezioni di virus e batteri, altri, ad esempio, a scompensi ormonali o alla presenza di fibromi all'interno dell'utero.
Solo in 1 per cento dei casi sono dovuti a prolassi cervicali : in alcuni casi poi i problemi sono causati da anomalie che interessano gli spermatozoi o a un incompatibilità ematica che inducono il corpo della madre a produrre anticorpi contro i globuli rossi del padre, e quindi del feto con la conseguente morte di quest'ultimo.
Vediamo ora una sintetica panoramica sulle tipologie.
Minaccia di aborto
Si presentano frequenti emorragie vaginali, spesso accompagnate da forti dolori. E' un aborto possibile ma non inevitabile.
Bisogna fare attenzione perchè spesso le emorragie che accompagnono la minaccia di aborto sono confuse con le lievi perdite che sostituiscono nella gravidanza il primo ciclo mestruale.
Aborto inevitabile
I dolori sono sempre presenti e causati dalle contrazioni uterine con emorragie consistenti e dilatazione della cervice.
Nel momento in cui la cervice si dilata si ha la perdita dell'embrione.
Aborto completo
In questo caso sia il feto che la placenta vengono espulsi dall'utero, senza essere preceduti, quesi sempre, da alcun sintomo tangibile.
La conferma può avvenire con un esame ecografico
Aborto mancato
Sia il feto che la placenta muoiono ma restano nell'utero materno, spesso anche per periodi prolungati prima di essere definitivamente espulsi.
Un buon campanello d'allarme è la scomparsa dei "sintomi" della gravidanza anche in assenza di "indicazioni" o "segnali" della morte del feto.
Aborto Incompleto
Il feto viene espulso tuttavia , ad esempio, il sacco amniotico o la placenta, resta nell'utero.
Aborto ricorrente
E' l'aborto che consegue altri aborti precedenti : la gestante in genere ha già sopportato altri aborti spontanei anche in momenti diversi dalla gestazione.
Va detto che alcune donne hanno una particolare "predisposizione" agli aborti spontanei ma detengono una proporzionale capacità di restare incinte.
Sono donne particolarmente a rischio in quanto un aborto spontaneo predispone, anche se no necessariamente,a un nuovo aborto.
Esistono tuttavia dei test per valutare accuratamente il rischio : ad esempio quello di misurare, prima del concepimento, il livello di ormone luteinizzante.
Se l'ormone LH, nel periodo immediatamente precedente l'ovulazione, si presenta a livelli elevati esiston concreti e reali rischi di aborto spontaneo.
In un prossimo articolo affronteremo le varie terapie da adottare in questi casi.